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04/06/2020 VECCHIE VELE: IL BRIGATINO A PALO ZIO BATTISTA

VECCHIE VELE: IL BRIGATINO A PALO ZIO BATTISTA

Il brigantino a palo (*) Zio Battista venne costruito a Savona dal Cantiere F. Sirello nel 1874.
Tonnellate 686. Varato nel 1875.
Armatore Gio Bono Olivari di Camogli.
Foto 1: Il brigantino a palo Zio Battista sullo scalo pronto per il varo (1875)
Foto 2: Un ex-voto con il dipinto della nave dedicato dall'equipaggio alla Madonna del Boschetto
(Archivio Agenzia Bozzo - Camogli)

(*) LA NASCITA DEL BRIGANTINO A PALO
Negli anni 1860, con l'aumento dei traffici, l'allungamento delle rotte e la necessit di trasportare carichi sempre pi pesanti, si rese necessario aumentare considerevolmente le dimensioni dei velieri.
L'unificazione del Paese infatti, aveva portato alla creazione di un vasto mercato nazionale, nel quale la richiesta di generi alimentari e di prodotti industriali si faceva ogni giorno pi pressante. L'armamento a due alberi non era adatto a spingere natanti di grossa stazza, per cui il brick fu modificato con l'aggiunta di un terzo albero, il "palo", dotato di una o due vele auriche, la randa e la controranda, che permetteva di percorrere agevolmente le lunghe rotte oceaniche senza i costi elevati dei tre alberi a vele quadre. Questo nuovo tipo fu chiamato "brigantino a palo" in italiano, con un termine non del tutto appropriato, "bark" in inglese, "trois-mats barque" in francese e "scippe" in genovese, un'evidente corruzione dell'inglese "ship". Esso raggiunse una notevole diffusione fra il 1860 ed il 1880, grazie alle eccellenti qualit nautiche ed al buon equilibrio fra costi e ricavi. Una nave del genere poteva costare dalle 150 alle 200 mila lire dell'epoca, armamento compreso, ed in quattro viaggi era in grado di ripagare le spese di costruzione, a patto che tutto filasse liscio. Da quel momento in poi le sue crociere avrebbero rappresentato un utile per l'armatore. Tenendo conto che ciascun viaggio durava in media un anno, che ogni campagna poteva rendere sulle 40-50 mila lire e che la vita media di un bastimento era di 15-20 anni, salvo incidenti, possiamo immaginare quale fosse la redditivit delle imprese armatoriali. Questo spiega perch gli armatori liguri continuarono a costruire navi in legno a vela sino alla fine dell'Ottocento, specie quando il Parlamento vot una legge in favore della cantieristica nazionale che garantiva un contributo statale per ogni natante messo in mare dagli stabilimenti nazionali.
Alcuni brigantini a palo avevano dimensioni ragguardevoli, come il "Lazzaro" del 1892, che stazzava 1.246 tonnellate ed era lungo 63 metri, o il "Precursore", varato a Lavagna nel 1899, di ben 1.486 tonnellate. Centinaia di navi di questo tipo rappresentavano il nerbo della flotta mercantile italiana.
Robusti, capienti ed abbastanza veloci, potevano operare nei mari pi lontani e battere con sicurezza le lunghe rotte oceaniche. Essi venivano costruiti un po' in tutta la penisola, ovunque ci fossero un arenile adatto al varo, una manodopera capace e materiali a buon mercato, ma il centro principale era la Liguria, dove operavano cantieri di grandi dimensioni, come quello dei Fratelli Cadenaccio a Sestri Ponente, che ebbe sugli scali fino a venti unit contemporaneamente. Anche i velieri acquistati di seconda mano sul mercato inglese, in genere armati con tre alberi a vele quadre, venivano trasformati in brigantini a palo, allo scopo di risparmiare sui costi di gestione, secondo il costume nazionale. Lo stesso accadde al famoso clipper "Cutty Sark" quando venne acquistato da un armatore portoghese.
(Museo Marinaro Chiavari)

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