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11/05/2020 VECCHIE VELE: VELIERI IN CEMENTO ARMATO

VECCHIE VELE: VELIERI IN CEMENTO ARMATO

Ingenium la parola latina da cui deriva il termine "Ingegneria". Con il termine "Ingegnere" si intendono quindi persone intelligenti, pratiche, ma soprattutto capaci di risolvere problemi.
Tali problemi sono quindi fonte d'ispirazione per l'ingegnere, che spesso oltrepassa la comune concezione di ci che ci circonda quotidianamente, per creare dal nulla qualcosa mai visto prima.
Ed con questo ideale che venne scritta una nuova pagina delle costruzioni navali, verso la seconda met del 1800. Il celebre caso della "Ferro-Cement Boat", idea nata nel 1848 da Joseph-Louis Lambot, l'inventore del cemento armato, che per primo esib in Francia la sua canoa completamente costruita in cemento.
Intuitivamente, chi penserebbe all'utilizzo del cemento armato per produrre navi?
Il cemento, costituente principale dell'imbarcazione, offre alcune caratteristiche che lo avvantaggiano rispetto al classico acciaio per costruzione navale.
Venne fin da subito elogiato poich garantiva tempi di costruzione relativamente bassi e perch possedeva una elevata economicit sia del processo, sia della materia prima.
La sua facile reperibilit soprattutto nei periodi di crisi, quali la prima e la seconda guerra mondiale, lo resero un'ottima soluzione alla necessit di destinare il poco acciaio disponibile per utilizzi di ambito militare.
Di contro le "Concrete ships" o anche dette "Ferro-boats", presentarono una grave fragilit dello scafo ed a causa dell'elevato spessore di quest'ultimo, un eccessivo peso che obbligava i costruttori all'uso di motori pi potenti.
Il primo, fu il sintomo principale a causare l'abbandono del metodo, poich in caso di collisione accidentale o soprattutto attacco militare, lo scafo non poteva garantire la sicurezza necessaria, richiesta per il trasporto di materiali preziosi o persone.
Venne inoltre rilevato un tempo di affondamento molto pi breve rispetto alle costruzioni classiche.
La produzione per non si arrest precocemente. Pur avendo le sopracitate problematiche, si costruirono un grande numero di navi, piccole imbarcazioni e piattaforme; aumentando sempre pi le dimensioni, sino ad arrivare alla famosa petroliera SS Selma (1919), avente una lunghezza di ben 130 metri!
Nel 1916 uno dei maggiori siti di costruzione di navi in cemento fu a Muggia, il cantiere "Urania", il quale per sopperire alla mancanza di legno ed acciaio per la costruzione delle imbarcazioni, trov nel cemento un materiale pi facilmente reperibile, ed inoltre, che permetteva una costruzione estremamente pi rapida.
Ma la piena attivit del cantiere Urania arriv nel primo dopoguerra, circa nel 1920, con la costruzione di navi a vela e vapore, cisterne galleggianti, bacini e chiatte.
Il cantiere presentava nel 1921, un attivo di 5000 t di naviglio, con l'arrivo alla costruzione di navi del peso di 950 tonnellate.
L'Ing. Marino Caliterna, direttore del cantiere, diede vita ad importanti brevetti nel campo dell'ingegneria navale, creando importanti imbarcazioni quali le motonavi "Nora" e "Manon" .
(MarineCuE)
Il brigantino-goletta Doride varato a Lavagna nel 1920 dai cantieri della societ NICA - Navi Italiane in Cemento Armato.
(Archivio Agenzia Bozzo - Camogli)

Il brigantino-goletta Doride (clicca per ingrandire)


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